Gli abbinamenti. Non c’è niente di più classico, consueto, rodato degli abbinamenti. Nei colori, nell’abbigliamento, nei sapori, in cucina. La zucchina si sposa bene con la menta, le patatine con una punta di ketchup. Non inzupperemmo mai e poi mai un cracker nel latte, così come non metteremmo mai il sale nel caffè.
Infrangere alcuni abbinamenti sarebbe quasi un sacrilegio, altre volte quando nascono nuovi ed esotici abbinamenti osare diventa necessario. La creatività, infatti, passa necessariamente per la sperimentazione. Siamo abituati al pollo con le patate o con i peperoni e saremo felici ed appagati. Ma se osassimo, provassimo, sperimentassimo?

Ed in cucina talvolta siamo disposti a provare. Se alzare una forchetta, mescolare con un cucchiaio due ingredienti apparentemente inconciliabili e fare una prova di assaggio può essere un’operazione piuttosto accettabile, rivedere, invece, i propri schemi di abbinamento di vita è decisamente più difficile.
Ho sempre pensato che bisognasse circondarsi di persone che per qualche aspetto ci somigliassero, o con i nostri nostri interessi e idee, qualcuno in cui specchiarsi e forse rivedersi. Ma provate a cucinare la pasta condita con la pasta. Cosa verrà fuori?
Ad un certo punto, improvvisamente, ho capito che la frase “sto bene con X perché siamo simili” oppure “mi piace Y perché ha la mia stessa attitudine nel fare questo e quello” forse non sono la giusta ricetta. Perché così come non è per forza vero che gli opposti vadano bene, non è altrettanto vero che la similitudine sia la chiave del successo.
Con questo non dico che dobbiamo necessariamente abbinare noi stessi con l’esatto opposto, ma solo che dobbiamo trovare quell’ingrediente che rende armonioso l’insieme.
Non credo nell’altra metà della mela, nell’incompletezza che si completa. Credo piuttosto nel fatto che le fragole con la panna siano meglio, perché si bilanciano nelle loro diversità, ma anche l’avocado con il salmone anche se fino a pochi anni fa in pochi ci avrebbero scommesso.

Magari quella fetta di melone credeva di poter stare solo con la fetta di prosciutto perché da secoli il prosciutto va con il melone e invece c’è un’altra possibilità. Ma noi sappiamo cogliere le possibilità nella nostra vita così facilmente come sappiamo fare con un piatto?
Quante volte siamo spaventati dai nostri stessi sentimenti?
Non so se esista una ricetta segreta per capire se ciò che desideriamo si abbini bene a noi. La verità è che niente è fatto per noi. Non siamo pezzi di un puzzle da ricostruire. Non esiste la persona perfetta. Esiste solo l’alchimia.
Cosa sentiamo? È l’unico segnale che dovremmo ascoltare. Probabilmente dovremmo sentirci migliorati, come la coppa di fragole con panna. Buone le fragole da sole, buona la panna da sola, ma è insieme che sono qualcosa di più. Ma anche se noi siamo l’ananas e l’altro il pollo potrebbe funzionare. Magari ci sembra azzardato ed improbabile l’abbinamento. Per saperlo dovremmo solo provare a cucinare l’ananas assieme al pollo, magari scopriamo che inaspettatamente per noi funziona.
In cucina, come nella vita, il tentativo è importante. Bisogna solo trovare il coraggio di osare. Ma cosa dobbiamo cercare? Non ciò che ci manca, ma qualcosa che ci faccia sentire meglio. Cosa ci fa stare meglio? Beh, dobbiamo scoprirlo. Potrà essere una rivelazione o un lungo percorso, l’importante è tentare. In fondo si tratta sempre e solo di abbinamenti ed esperimenti.
Poi c’è sempre il pollo con i peperoni che ho mangiato oggi e resta sempre una certezza. Ma se vi fosse venuta voglia di provare il pollo con l’ananas vi consiglio questa ricetta.



