Prove di assaggio

Le persone sono come il cibo. Possono piacerci o meno, esattamente come i sapori.

Non esistono sapori oggettivamente cattivi, ma solo sapori che ci piacciono o non ci piacciono. Non c’è niente più relativo del gusto. Ma, mentre siamo disposti a capirlo quando si parla di cibo e non inorridiamo se qualcuno ci dice che non ama il cioccolato fondente e possiamo anche comprendere che l’avocado non può piacere a tutti, non è lo stesso con le persone. Spesso le giudichiamo con un’occhiata, spesso non diamo neanche la possibilità di conoscerle e subito le classifichiamo. Sono poche le volte in cui sappiamo ricrederci con il tempo. Non tutti sono disposti ad una seconda prova di assaggio e rendono con i propri giudizi quasi dogmatici quello che in realtà è la cosa più relativa del mondo: il gusto. Il giudizio non è nella realtà, ma solo negli occhi e nella mente di chi osserva. Il bello, il buono , il brutto sono spesso etichette che non corrispondono al contenuto. Prendete uno spaghetto crudo. Com’è? Buono? Non lo direste. Quello spaghetto può assumere migliaia di gusti e sfumature in base al condimento, alla stagione, al luogo in cui verrà cucinato.

Ecco, le persone hanno tante sfumature potenziali esattamente come gli spaghetti. Forse dovremmo darci il tempo di vederne almeno qualcuna prima di esprimere un’ opinione frettolosa.

E vero ci sono cose/persone che ami dal primo momento e per sempre: la carbonara, per esempio ,o la cacio e pepe, la mia preferita. Poi ci sono le scoperte, quelle cose che non pensavi potessero mai piacerti e invece all’improvviso cambi idea: tipo la trippa. Può accadere persino che una cosa ci piaccia tantissimo e poi succede qualcosa per cui non la sopportiamo più. Io ad esempio non posso più sentire neanche l’odore dell’uovo sodo. E non c’è secondo assaggio che tenga.

Poche persone sono per me carbonara, ancora meno cacio e pepe. Potrei stilare una breve lista di persone trippa, e potrei raccontarvi di tante uova sode provate e riprovate senza successo. Non riesco più a farmele piacere.

Poi c’è la groviera, un cibo , forse l’unico, che detesto fin da piccola. Il mio disgusto per la groviera è rimasto tale. Sono le sensazioni a pelle ed alcune persone, esattamente come la groviera, non mi piaceranno mai. Ogni tanto ritento l’assaggio, ma finora nulla è cambiato. A volte , in fondo, anche le sensazioni a pelle vanno ascoltate…

Le sensazioni di benessere o malessere possono però cambiare non solo nel tempo, ma anche e soprattutto nello spazio. Eh già, perché esistono anche i confini dietro i quali si annida la diversità, ciò che è sconosciuto. Solo quando siamo pronti ad abbandonare la comfort zone e a provare potremo fare grandi scoperte . Come quando in viaggio assaggi il piatto locale e fuggi da qualsiasi ristorante italiano. Così, con la stessa curiosità e a volte paura ci avviciniamo alle persone, più o meno disposti a lasciarci sorprendere. Invece dovremmo farlo più spesso.

Vale sempre la pena fare una prova di assaggio, in cucina e nella vita. Che sia un piatto o una persona diamoci sempre la possibilità di sorprenderci.

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