Storia di una crostata

E’ più facile giudicare o giudicarsi?

Oggi riflettevo su questo: quanto sia facile dare un giudizio, ma quanto sia difficile giudicare noi stessi.

In un mondo abituato a fare classifiche e a dare giudizi, cuori e stelline su qualsiasi cosa, dall’hotel dove mangiamo, all’operatore del call center che ci risponde, fino alla cassa bluetooth acquistata su Amazon, in cui andiamo ad un ristorante solo se ha un certo punteggio, in cui viviamo esperienze per poi condividerne il risultato (pardon, il feedback), siamo più abituati a dare giudizi , persino ad accettare giudizi altrui piuttosto che autogiudicarci.

Quando è stata l’ultima volta che abbiamo giudicato noi stessi? In maniera obiettiva intendo. Forse è passato troppo tempo. Forse dovremmo rispolverare l’arte dell’autocritica, del saperci giudicare.

Ma non dovevi parlare di cucina su questo blog? !? Direte voi.

E’ vero, avete ragione. Ma vi assicuro che stavo parlando proprio di cibo quando ho iniziato a chiedermi se giudicare se stessi sia un’operazione facile o meno e, soprattutto, quanta imparzialità abbiamo nel giudizio di noi stessi. La stessa imparzialità che abbiamo se recensiamo un ristorante? Siamo giudici di noi stessi come lo siamo verso gli altri? E tutto questo è partito da una crostata. Quella del titolo.

Ho fatto una crostata tutta da sola: marmellata e frolla. Ed è venuta bene ed ho postato la foto su Instagram. Eppure dopo averla guardata e mi sono detta :”Avrei potuto fare meglio, queste strisce non sono perfettamente simmetriche. Non è venuta bene”. Tempo 10 minuti e la foto su Instagram aveva ricevuto complimenti ed emoticon di applausi.

“Cavolo!”ho pensato “forse sono troppo autocritica con me stessa.” Se l’avesse fatta una qualunque altra persona avrei detto anche io che era fatta bene, invece a me stessa non riesco quasi mai a dire che faccio bene le cose. Trovo sempre la linea storta, il punto che manca. Vi capita mai di non sentirvi mai abbastanza? Mai abbastanza per qualcosa o per qualcuno? Beh se non vi è mai successo, ve lo dico io: è un bel problema. Avete idea di quante cose ci possiamo perdere pensando di non essere abbastanza per raggiungerle? Ma adesso basta.

In questi giorni di meditazione forzata ho capito che il problema siamo noi, perchè la severità con cui ci giudichiamo non la userebbe neanche il nostro più acerrimo nemico. E allora perchè noi la usiamo contro noi stessi?

“Cavolo, il peggiore giudice di me stessa sono io” . Suona strano ma è così. Questo non significa che non bisogna fare una sana autocritica, anzi! E’ giusto guardare sempre le proprie azioni e cercare di migliorarsi. Ma con la giusta imparzialità che riserviamo al resto del mondo.

Perciò, tornando alla mia crostata, stamattina, mentre ne tagliavo una fetta, mi sono detta: “Non male questa crostata! E la frolla? Croccante al punto giusto”

Ecco inizia da qui, da una fetta di crostata, il mio percorso di autocritica costruttiva, per imparare ad apprezzarmi, così come ho imparato ad apprezzare questa frolla. Dovremmo farlo tutti. No, non dobbiamo necessariamente fare tutti una crostata, ovvio! 🙂

Quello che dovremmo imparare a fare è smettere di pensare che dobbiamo raggiungere la perfezione e credere che gli altri cerchino in noi la perfezione. Non siamo perfetti e non lo saremo mai (per fortuna!).
Ma non ci sono forse persone che a voi sembrano perfette così come sono? Se ci pensate un attimo ve ne verrà sicuramente in mente qualcuna.

Perchè la perfezione è relativa, è un incastro perfetto di imperfezioni.

Quindi , morale della favola, non abbiate paura di mettervi in gioco, lanciatevi , provate. Soprattutto non bloccatevi per paura di non essere all’altezza. E se volete lanciarvi anche nel fare una crostata, provateci. Questa è la ricetta.

Buon divertimento!

Per la frolla
500 gr di farina 00 ( crostata di diametro 20-22 cm circa)
1 uovo intero 
200 gr di zucchero
125 gr di burro 
A piacere 1 cucchiaino di buccia di limone grattuggiata 

Mettere la farina a fontana su una spianatoia, aggiungere al centro l'uovo , il burro a tocchetti (lasciarlo un pò fuori dal frigo) e il pizzico di lievito ed impastare velocemente finchè non si rapprende. Quando l'impasto diventa una palla avvolgerlo nella pellicola e tenerlo in frigo per una mezz'ora. 

Per la marmellata
1 kg di frutta (io ho scelto i mandarini cinesi) 
125 gr di zucchero ( se la vuoi più dolce puoi aumentare lo zucchero)
1 bustina Preparato per Confetture (io ho scelto unPreparato per Confetture Biologico" 

Pulire la frutta (io ho scelto i mandarini cinesi. Se si fa con quelli lasciate la buccia e levate solo i semi), tagliarla a pezzetti , aggiungere lo zucchero e la bustina e far bollire fino a che si addensa. Frullare tutto il composto (se volete lasciate qualche pezzetto di frutta cotta  da parte da aggiungere a quella frullata per avere l'effetto della marmellata con i pezzetti di frutta). Nel frattempo sterilizzare i barattoli e i coperchi immergendoli in una pentola piena d'acqua che va fatta bollire .
Versare la marmellata nei barattoli  e capovolgere i vasetti e lasciarli  raffreddare capovolti almeno per 15 minuti . Una volta che i barattoli si saranno raffreddati controllare  se si è fatto il sottovuoto:  premendo al centro del tappo non deve fare "click-clack".

Stendere la frolla (altezza a piacere) lasciare da parte delle strisce di frolla per decorare.Cospargere la frolla con abbondante marmellata, mettere le strisce e ripiegare i bordi della crostata.
Infornare a 160-170° in forno ventilato già caldo per una mezz'ora comoda. (Prima di sfornare io controllo sempre con uno stuzzicadenti per vedere la cottura della frolla).
Et voilà la crostata è pronta! 
Photo by Oleg Magni on Pexels.com

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